CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI AGEVOLATI 
PER LO SVILUPPO DEL WELFARE A LECCO: 
RUOLO E PARTNERSHIP DELLA FONDAZIONE

Introduzione di Mario Romano Negri – Presidente

 Lecco, 13 dicembre 2007

 

Un cordiale saluto alle autorità, agli autorevoli ospiti e a tutti i convenuti.

Si conclude a fine dicembre il nono esercizio sociale della nostra Fondazione, la prima Fondazione di comunità istituita in Italia. In tutti questi anni, come si è potuto percepire anche dal breve filmato, abbiamo cercato di tenere fede alla missione che è iscritta nel nostro Statuto e che ci è stata assegnata dalla Fondazione Cariplo, il soggetto che, con lungimiranza, ha promosso la costituzione del nostro Ente, in concordia di intenti con le principali istituzioni locali.

La missione cioè di fungere da stimolo e da leva premiante nei confronti della comunità lecchese affinché essa si faccia carico di fornire maggiori risorse per lo sviluppo del sistema di protezione sociale del territorio, secondo la logica della sussidiarietà e della autopropulsione.

Non ci siamo, dunque, limitati ad erogare nostri contributi, ma abbiamo procurato al sistema del “Terzo Settore” lecchese nuove risorse attinte dalla comunità locale. A queste sono andate a sommarsi risorse provenienti anche dall’esterno del Territorio, grazie alle collaborazioni attivate con Fondazione Cariplo, con la Fondazione Umana-Mente, la Fondazione Vodafone, il Fondo Sociale Europeo).

Abbiamo raccolto sul Territorio quasi 9 milioni di euro, in parte immediatamente trasferiti a sostegno dei progetti di utilità sociale selezionati, in parte destinati a patrimonio. Il reddito di questo patrimonio va per alimentare un flusso permanente di risorse, con cui contribuire nel tempo a sostenere la crescita del sistema del “Nonprofit” locale. Proprio oggi è stato costituito il nuovo Fondo patrimoniale della Comunità di Malgrate.

Al di là dell’importanza delle cifre e del loro concreto impatto sulla programmazione dei servizi, siamo convinti che questo sforzo delle nostre comunità locali implichi anche una maggiore coscienza civile e una volontà di costruire modelli positivi di coesione e di inclusione sociale. Un autorevolissimo riconoscimento in tal senso è venuto lo scorso anno in questa medesima sede da S.E. Mons. Gianfranco Ravasi (oggi Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura) che ha offerto a tutti noi impegnati nel sociale una illuminante prospettiva di lavoro secondo rigorosi valori etici.

Sotto il profilo quantitativo, le nostre erogazioni – come avrete sentito nel filmato - hanno complessivamente superato i 13 milioni di euro, mentre il patrimonio e gli accantonamenti si avvicineranno a fine anno ai 17 milioni di euro. Sono grato all’Avv. Giuseppe Guzzetti, a cui dobbiamo l’idea delle Fondazioni di Comunità e al quale siamo tutti riconoscenti per il sostegno sempre offerto per il loro consolidamento, per il costante apporto finanziario costantemente fornito dalla Fondazione Cariplo da lui presieduta.

Negli anni abbiamo via via affinato la nostra professionalità anche riguardo al merito delle iniziative da supportare e all’accertamento dei requisiti qualitativi degli operatori del privato-sociale presenti sul territorio.

Lo sviluppo di questa nostra attitudine a discernere le proposte più puntuali e meglio configurate, in un confronto sistematico con la pianificazione degli Enti pubblici, riteniamo possa costituire la migliore garanzia anche per i donatori rispetto ad una allocazione ottimale delle risorse. Le donazioni da noi raccolte sono in effetti soddisfacenti. Tuttavia, non si sono ancora verificate tutte le ricadute positive implicite nei miglioramenti apportati nella normativa fiscale per le donazioni a favore di Enti promotori di iniziative di utilità sociale.

Nella gestione della risorse per erogazioni, abbiamo privilegiato il sostegno alle iniziative e alle organizzazioni capaci di integrarsi, di fare “rete”, specie con gli Enti pubblici, al fine di non duplicare i servizi, ma di estenderli e di ottimizzarli in maniera sinergica.

Non è la prima volta che ribadiamo la nostra visione della sussidiarietà in chiave di integrazione fra il pubblico e il privato sociale. L’obiettivo non è solo quello di acquisire, nello svolgimento dei servizi, un vantaggio qualitativo sul piano delle capacità di relazione, ma soprattutto di ottenere un montante positivo nell’offerta complessiva, e non una mera sostituzione di soggetti nell’apprestamento dei servizi sociali.

La nostra operatività ha teso a individuare in modo sempre più mirato le priorità da sviluppare, in coerenza con i piani di zona, e quindi attraverso una formulazione dei Bandi via via più stringente e vincolante.

Questa filosofia comportamentale ha ispirato anche la nostra attività nel 2007, che ci ha visto erogare contributi a fondo perduto a sostegno di oltre 100 progetti di utilità sociale, con una netta preminenza per i servizi socio-assistenziali, con particolare riguardo al comparto delle disabilità e del disagio psichico, oltre che a quello delle patologie croniche.

Potrete trovare una conferma di questa scelta scorrendo gli elenchi, che sono stati distribuiti, dei progetti finanziati sul primo e sul secondo Bando 2007, con uno stanziamento di nostre risorse per 850 mila euro, a fronte di  investimenti di utilità sociale per quasi 2 milioni di euro. La risposta, in termini di cofinanziamento, da parte della comunità locale è stata ancora una volta positiva. Nessuna delle 103 iniziative finanziate sui due Bandi 2007 è stata lasciata sinora scoperta, e tutte quelle obiettivamente fattibili sono potute decollare con la copertura finanziaria integrale.

Oltre a ripetere, affinandolo, lo schema operativo precedente, abbiamo dedicato grande impegno alla realizzazione  del progetto L.A.S.E.R. per la costruzione a Lecco, in prossimità dell’Ospedale Manzoni, per nostra iniziativa diretta, di un centro polivalente per anziani non autosufficienti e per soggetti temporaneamente a mobilità ridotta. Un’opera, che contiamo di consegnare alla città e al Territorio nella prossima primavera.

Il progetto L.A.S.E.R. (LAVORATORI AZIENDE SOLIDALI E RESPONSABILI) è emblematico del nostro ruolo di “ catalizzatore” e “perno” finanziario del nostro sistema di Welfare community. Mettiamo, infatti,  a disposizione risorse capaci di mobilitare altre risorse, pubbliche (Provincia e Comune di Lecco) e private (Fondazione Cariplo e Fondazione Vodafone), in un intreccio virtuoso che le moltiplica e le finalizza ad un obiettivo sociale concertato. Non è casuale la scelta dell’acronimo LASER, che indica un fascio di energia che colpisce con precisione il punto individuato.

Questo progetto ci è fra l’altro particolarmente caro perché è nato da una iniziale spinta congiunta delle associazioni sindacali ed imprenditoriali di categoria per la raccolta di contributi, mediante la corresponsione dell’equivalente di un’ora di lavoro per i dipendenti e per le rispettive aziende. Un’iniziativa anche questa innovativa che potrà essere utilmente replicata in futuro, come era negli intendimenti degli interessati, una volta verificati con soddisfazione i risultati ottenuti.

Nell’ambito della nostra attività, siamo tuttavia divenuti consapevoli che le spinte dei bisogni sociali emergenti, nonché i costi della qualità e della personalizzazione dei servizi che sono attesi, secondo un fisiologico profilo evolutivo, stanno soverchiando le risorse disponibili per erogazioni a fondo perduto.

In altre parole, il sostegno finanziario allo sviluppo del sistema di welfare locale non può derivare solo da corresponsioni non risarcibili.

Occorre che il “Terzo settore” si attrezzi – o meglio sia aiutato ad attrezzarsi - per individuare ulteriori modalità di alimentazione  dei propri piani di sviluppo e di innovazione. Diventa inevitabile un ricorso meno occasionale e più strutturato al credito, un ricorso che, per altro, non può avvenire sempre e solo a costi e a condizioni di mercato, per la natura, le caratteristiche e la funzione stessa delle imprese sociali.

Per questa ragione ci siamo impegnati a ricercare delle partnerships sul tema dei finanziamenti alle Organizzazioni sociali, dei partenariati che incidessero positivamente sui tassi di interesse, sulla durata dei tempi di rimborso, sulle modalità e sui tempi erogativi, e sulle garanzie.

Il nostro percorso di ricerca ha incrociato quest’anno un proposito convergente in capo a Intesa Sanpaolo, la quale ha promosso la costituzione di una Banca dedicata esclusivamente al settore Nonprofit: Banca prossima.

Sono personalmente grato al Dott. Corrado Passera – Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo -  e al Dott. Marco Morganti - amministratore delegato di Banca Prossima - per avere favorito la stipula di un accordo con la nostra Fondazione per la sperimentazione di un sistema di finanziamenti multipli a “cerchi concentrici” a favore del sistema delle imprese sociali. Siamo lieti e orgogliosi che questo procedimento venga testato nella nostra piccola, ma dinamica realtà, per poi essere esteso a livello nazionale, nell’ambito del pacchetto di servizi innovativi che Banca Prossima sta predisponendo, e siamo inoltre disponibili a verificare, nel nostro microcosmo territoriale, altri inediti prodotti finanziari che Banca Prossima potrà lanciare per il settore.

Dei contenuti della convenzione sottoscritta, delle motivazione che la sorreggono, dei primi positivi risultati ottenuti e delle ulteriori articolazioni possibili, darà conto nel suo intervento il Dott. Morganti.

Auspichiamo che anche altre Istituzioni finanziarie operanti nel Territorio abbiano a proporre a loro volta, per il tramite della nostra Fondazione, nuovi servizi e facilitazioni al Terzo settore lecchese, a beneficio della sua crescita e della sua qualificazione.

Tanto più opportune e produttive saranno queste iniziative, se contestualmente, il legislatore provvederà a rinnovare e ad aggiornare la normativa riguardante il settore delle Imprese sociali e il mondo del Nonprofit, adeguandola ai compiti e alle aspettative che si vanno delineando. A questo proposito, per gli impulsi  che ne potranno derivare, riteniamo beneaugurante che alla Presidenza dell’Agenzia per le Onlus, dopo la positiva esperienza del Prof. Lorenzo Ornaghi, sia stato chiamato il Prof. Stefano Zamagni, ispiratore della prima regolamentazione delle Organizzazioni non Lucrative di utilità sociale.

Ci sono infatti ancora zone d’ombra nell’attività di alcune tipologie di Onlus, come le stesse Fondazioni di Comunità, che ne comprimono le grandi potenzialità di servizio. Ci auguriamo che questi ostacoli possano essere quanto prima rimossi per dare ulteriore slancio alle nostre Istituzioni.

Desideriamo, infine, che la simpatia, il consenso e l’apprezzamento delle Istituzioni politiche, civili e religiose del nostro Territorio, oltre che la partecipazione cordiale dei cittadini, delle imprese e delle Associazioni, continuino ad affiancare l’impegno dei volontari, dei donatori e degli Organi amministrativi della Fondazione, facendo in modo che la sua attività sia sentita davvero come un patrimonio di tutta la comunità.

Già oggi, le principali iniziative di mobilitazione sociale per finalità umanitarie, nel ricordo di persone scomparse, ruotano nel Territorio attorno alla nostra Fondazione: ultimissimo nato: il Fondo intitolato a Beppe Silveri, già operatore del locale Politecnico, attivamente impegnato nel sociale. E’ un segnale importante per affermare in concreto il valore di una solidarietà non solo declamata, ma solerte ed operativa.

Grazie a tutti.