CONTRIBUTI
E FINANZIAMENTI AGEVOLATI
PER LO SVILUPPO DEL WELFARE A LECCO:
RUOLO E PARTNERSHIP DELLA FONDAZIONE
Introduzione
di Mario Romano Negri – Presidente
Un
cordiale saluto alle autorità, agli autorevoli ospiti e a tutti i convenuti.
Si
conclude a fine dicembre il nono esercizio sociale della nostra Fondazione, la
prima Fondazione di comunità istituita in Italia. In tutti questi anni, come si
è potuto percepire anche dal breve filmato, abbiamo cercato di tenere fede alla
missione che è iscritta nel nostro Statuto e che ci è stata assegnata dalla
Fondazione Cariplo, il soggetto che, con lungimiranza, ha promosso la
costituzione del nostro Ente, in concordia di intenti con le principali
istituzioni locali.
La
missione cioè di fungere da stimolo e da leva premiante nei confronti della
comunità lecchese affinché essa si faccia carico di fornire maggiori risorse
per lo sviluppo del sistema di protezione sociale del territorio, secondo la
logica della sussidiarietà e della autopropulsione.
Non
ci siamo, dunque, limitati ad erogare nostri contributi, ma abbiamo procurato al
sistema del “Terzo Settore” lecchese nuove risorse attinte dalla comunità
locale. A queste sono andate a sommarsi risorse provenienti anche dall’esterno
del Territorio, grazie alle collaborazioni attivate con Fondazione Cariplo, con
la Fondazione Umana-Mente, la Fondazione Vodafone, il Fondo Sociale Europeo).
Abbiamo
raccolto sul Territorio quasi 9 milioni di euro, in parte immediatamente
trasferiti a sostegno dei progetti di utilità sociale selezionati, in parte
destinati a patrimonio. Il reddito di questo patrimonio va per alimentare un
flusso permanente di risorse, con cui contribuire nel tempo a sostenere la
crescita del sistema del “Nonprofit” locale. Proprio oggi è stato
costituito il nuovo Fondo patrimoniale della Comunità di Malgrate.
Al
di là dell’importanza delle cifre e del loro concreto impatto sulla
programmazione dei servizi, siamo convinti che questo sforzo delle nostre
comunità locali implichi anche una maggiore coscienza civile e una volontà di
costruire modelli positivi di coesione e di inclusione sociale. Un
autorevolissimo riconoscimento in tal senso è venuto lo scorso anno in questa
medesima sede da S.E. Mons. Gianfranco Ravasi (oggi Presidente del Pontificio
Consiglio per la Cultura) che ha offerto a tutti noi impegnati nel sociale una
illuminante prospettiva di lavoro secondo rigorosi valori etici.
Sotto
il profilo quantitativo, le nostre erogazioni – come avrete sentito nel
filmato - hanno complessivamente superato i 13 milioni di euro, mentre il
patrimonio e gli accantonamenti si avvicineranno a fine anno ai 17 milioni di
euro. Sono grato all’Avv. Giuseppe Guzzetti, a cui dobbiamo l’idea delle
Fondazioni di Comunità e al quale siamo tutti riconoscenti per il sostegno
sempre offerto per il loro consolidamento, per il costante apporto finanziario
costantemente fornito dalla Fondazione Cariplo da lui presieduta.
Negli
anni abbiamo via via affinato la nostra professionalità anche riguardo al
merito delle iniziative da supportare e all’accertamento dei requisiti
qualitativi degli operatori del privato-sociale presenti sul territorio.
Lo
sviluppo di questa nostra attitudine a discernere le proposte più puntuali e
meglio configurate, in un confronto sistematico con la pianificazione degli Enti
pubblici, riteniamo possa costituire la migliore garanzia anche per i donatori
rispetto ad una allocazione ottimale delle risorse. Le donazioni da noi raccolte
sono in effetti soddisfacenti. Tuttavia, non si sono ancora verificate tutte le
ricadute positive implicite nei miglioramenti apportati nella normativa fiscale
per le donazioni a favore di Enti promotori di iniziative di utilità sociale.
Nella
gestione della risorse per erogazioni, abbiamo privilegiato il sostegno alle
iniziative e alle organizzazioni capaci di integrarsi, di fare “rete”,
specie con gli Enti pubblici, al fine di non duplicare i servizi, ma di
estenderli e di ottimizzarli in maniera sinergica.
Non
è la prima volta che ribadiamo la nostra visione della sussidiarietà
in chiave di integrazione fra il pubblico e il privato sociale. L’obiettivo
non è solo quello di acquisire, nello svolgimento dei servizi, un vantaggio
qualitativo sul piano delle capacità di relazione, ma soprattutto di ottenere
un montante positivo nell’offerta complessiva, e non una mera sostituzione di
soggetti nell’apprestamento dei servizi sociali.
La
nostra operatività ha teso a individuare in modo sempre più mirato le priorità
da sviluppare, in coerenza con i piani di zona, e quindi attraverso una
formulazione dei Bandi via via più stringente e vincolante.
Questa
filosofia comportamentale ha ispirato anche la nostra attività nel 2007, che ci
ha visto erogare contributi a fondo perduto a sostegno di oltre 100 progetti di
utilità sociale, con una netta preminenza per i servizi socio-assistenziali,
con particolare riguardo al comparto delle disabilità e del disagio psichico,
oltre che a quello delle patologie croniche.
Potrete
trovare una conferma di questa scelta scorrendo gli elenchi, che sono stati
distribuiti, dei progetti finanziati sul primo e sul secondo Bando 2007, con uno
stanziamento di nostre risorse per 850 mila euro, a fronte di
investimenti di utilità sociale per quasi 2 milioni di euro. La
risposta, in termini di cofinanziamento, da parte della comunità locale è
stata ancora una volta positiva. Nessuna delle 103 iniziative finanziate sui due
Bandi 2007 è stata lasciata sinora scoperta, e tutte quelle obiettivamente
fattibili sono potute decollare con la copertura finanziaria integrale.
Oltre
a ripetere, affinandolo, lo schema operativo precedente, abbiamo dedicato grande
impegno alla realizzazione del
progetto L.A.S.E.R. per la costruzione a Lecco, in prossimità dell’Ospedale
Manzoni, per nostra iniziativa diretta, di un centro polivalente per anziani non
autosufficienti e per soggetti temporaneamente a mobilità ridotta. Un’opera,
che contiamo di consegnare alla città e al Territorio nella prossima primavera.
Il
progetto L.A.S.E.R. (LAVORATORI AZIENDE SOLIDALI E RESPONSABILI) è emblematico
del nostro ruolo di “ catalizzatore” e “perno” finanziario del nostro
sistema di Welfare community. Mettiamo, infatti,
a disposizione risorse capaci di mobilitare altre risorse, pubbliche
(Provincia e Comune di Lecco) e private (Fondazione Cariplo e Fondazione
Vodafone), in un intreccio virtuoso che le moltiplica e le finalizza ad un
obiettivo sociale concertato. Non è casuale la scelta dell’acronimo LASER,
che indica un fascio di energia che colpisce con precisione il punto
individuato.
Questo
progetto ci è fra l’altro particolarmente caro perché è nato da una
iniziale spinta congiunta delle associazioni sindacali ed imprenditoriali di
categoria per la raccolta di contributi, mediante la corresponsione
dell’equivalente di un’ora di lavoro per i dipendenti e per le rispettive
aziende. Un’iniziativa anche questa innovativa che potrà essere utilmente
replicata in futuro, come era negli intendimenti degli interessati, una volta
verificati con soddisfazione i risultati ottenuti.
Nell’ambito
della nostra attività, siamo tuttavia divenuti consapevoli che le spinte dei
bisogni sociali emergenti, nonché i costi della qualità e della
personalizzazione dei servizi che sono attesi, secondo un fisiologico profilo
evolutivo, stanno soverchiando le risorse disponibili per erogazioni a fondo
perduto.
In
altre parole, il sostegno finanziario allo sviluppo del sistema di welfare
locale non può derivare solo da corresponsioni non risarcibili.
Occorre
che il “Terzo settore” si attrezzi – o meglio sia aiutato ad attrezzarsi -
per individuare ulteriori modalità di alimentazione
dei propri piani di sviluppo e di innovazione. Diventa inevitabile un
ricorso meno occasionale e più strutturato al credito, un ricorso che, per
altro, non può avvenire sempre e solo a costi e a condizioni di mercato, per la
natura, le caratteristiche e la funzione stessa delle imprese sociali.
Per
questa ragione ci siamo impegnati a ricercare delle partnerships sul tema dei
finanziamenti alle Organizzazioni sociali, dei partenariati che incidessero
positivamente sui tassi di interesse, sulla durata dei tempi di rimborso, sulle
modalità e sui tempi erogativi, e sulle garanzie.
Il
nostro percorso di ricerca ha incrociato quest’anno un proposito convergente
in capo a Intesa Sanpaolo, la quale ha promosso la costituzione di una Banca
dedicata esclusivamente al settore Nonprofit: Banca prossima.
Sono
personalmente grato al Dott. Corrado Passera – Amministratore delegato di
Intesa Sanpaolo - e al Dott. Marco
Morganti - amministratore delegato di Banca Prossima - per avere favorito la
stipula di un accordo con la nostra Fondazione per la sperimentazione di un
sistema di finanziamenti multipli a “cerchi concentrici” a favore del
sistema delle imprese sociali. Siamo lieti e orgogliosi che questo procedimento
venga testato nella nostra piccola, ma dinamica realtà, per poi essere esteso a
livello nazionale, nell’ambito del pacchetto di servizi innovativi che Banca
Prossima sta predisponendo, e siamo inoltre disponibili a verificare, nel nostro
microcosmo territoriale, altri inediti prodotti finanziari che Banca Prossima
potrà lanciare per il settore.
Dei
contenuti della convenzione sottoscritta, delle motivazione che la sorreggono,
dei primi positivi risultati ottenuti e delle ulteriori articolazioni possibili,
darà conto nel suo intervento il Dott. Morganti.
Auspichiamo
che anche altre Istituzioni finanziarie operanti nel Territorio abbiano a
proporre a loro volta, per il tramite della nostra Fondazione, nuovi servizi e
facilitazioni al Terzo settore lecchese, a beneficio della sua crescita e della
sua qualificazione.
Tanto
più opportune e produttive saranno queste iniziative, se contestualmente, il
legislatore provvederà a rinnovare e ad aggiornare la normativa riguardante il
settore delle Imprese sociali e il mondo del Nonprofit, adeguandola ai compiti e
alle aspettative che si vanno delineando. A questo proposito, per gli impulsi
che ne potranno derivare, riteniamo beneaugurante che alla Presidenza
dell’Agenzia per le Onlus, dopo la positiva esperienza del Prof. Lorenzo
Ornaghi, sia stato chiamato il Prof. Stefano Zamagni, ispiratore della prima
regolamentazione delle Organizzazioni non Lucrative di utilità sociale.
Ci
sono infatti ancora zone d’ombra nell’attività di alcune tipologie di Onlus,
come le stesse Fondazioni di Comunità, che ne comprimono le grandi potenzialità
di servizio. Ci auguriamo che questi ostacoli possano essere quanto prima
rimossi per dare ulteriore slancio alle nostre Istituzioni.
Desideriamo,
infine, che la simpatia, il consenso e l’apprezzamento delle Istituzioni
politiche, civili e religiose del nostro Territorio, oltre che la partecipazione
cordiale dei cittadini, delle imprese e delle Associazioni, continuino ad
affiancare l’impegno dei volontari, dei donatori e degli Organi amministrativi
della Fondazione, facendo in modo che la sua attività sia sentita davvero come
un patrimonio di tutta la comunità.
Già
oggi, le principali iniziative di mobilitazione sociale per finalità
umanitarie, nel ricordo di persone scomparse, ruotano nel Territorio attorno
alla nostra Fondazione: ultimissimo nato: il Fondo intitolato a Beppe Silveri,
già operatore del locale Politecnico, attivamente impegnato nel sociale. E’
un segnale importante per affermare in concreto il valore di una solidarietà
non solo declamata, ma solerte ed operativa.
Grazie a tutti.